30 giugno 2010
Dopo la sentenza della Corte d'Appello di Palermo nel processo Dell'Utri
Mi sono trovato a discutere con i miei figli, durante una colazione, sul rapporto tra potere e mafia, anche alla luce delle notizie relative alla sentenza che riduceva a 7 anni in Appello, la condanna di 9 anni della Corte di Assise a Marcello Dell'Utri.
Una delle normali conversazioni sui fatti del giorno, mescolate a commenti sui fatti recenti di famiglia, notizie sugli amici, storie di nipotine, e commenti alle mie rivendicate e alle volte irrise capacità di cuoco.
La conversazione lentamente si è trasformata in un confronto a tutto campo, in cui i problemi sui rapporti tra mafia e potere, l'analisi dei poteri e la loro legittimità nella storia italiana, il ruolo della politica, della magistratura, della cultura... dell'etica si sono intrecciate e frantumate, ricomposte e scomposte alla luce di una domanda prima inespressa, poi con precisione rivoltami: cosa è giusto?.
Il mio tentativo di razionalizzare la risposta, filtrandola con l'indicazione dei "pricipi primi" da definire come priorità e quindi da salvaguardare, per identificare una soluzione ottimale al problema di dare una indicazione di scelta basata sul concetto di giusto o ingiusto e convincente per i miei figli, e' stato da loro rapidamente superato da decisa affermazione: "con la mafia non si tratta".
Il mio sforzo di argomentare razionalmente che la risposta non poteva essere univoca e che ruoli ed epoche storiche determinavano come giuste od errate le risposte da dare, proprio in termini etici, secondo i ruoli di ciascuno e delle circostanze, alla luce del "male minore" e del "superiore interesse collettivo", che qualche volte possono apparire in contraddizione ecc ecc, non mi è stato contestato... ma è stato con gentilezza respinto, come per istinto.
La colazione è terminata parlando allegramente d'altro, ma con una sensazione di dubbio e insoddisfazione da parte mia, che mi ha fatto concludere, da una parte di non essermi saputo spiegare e dall'altra che avevo bisogni di riflettere e mentre ci alzavamo da tavola, ritornando sull'argomento... ho detto "dobbiamo ritornare a parlarne... "
Forse farò una sezione di questo sito per parlarne, anche qui .
Confesso che la pressione esercitata sui giovani del Pdl siciliano per la loro obiezione a considerare la figura di Mangano un eroe, malgrado i limiti in cui Dell'Utri ha inteso dare a questa attribuzione, mi sconcerta e infastidisce.
continua...