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Un periodico dal nome storico : Il Conciliatore nuovo

Il Conciliatore nuovo:

Un nome storico per una rivista innovativa
 

Questa rivista è nata da un'idea di Mario Scaffidi Abbate e dalla disponibilità della Bietti Media, diretta da Francesco Gironda, di dare vita ad una pubblicazione che rispondesse al bisogno di facilitare il confronto tra le diverse e contrapposte culture italiane, quella cattolica, quella liberale, quella nazionale e quella socialista, che, separate da cause storiche e spinte a confronti durissimi, alle volte sfociati in vere e proprie guerre civili anche al proprio interno, non riescono ancora oggi a dare vita ad una visione comune, che faccia del rispetto per le idee dell'altro, della moderazione nel sostenere le proprie ragioni, del dubbio e dell'umiltà nella ricerca, la cifra della propria identità ideale.

La creazione da parte di Silvio Berlusconi del Partito del Popolo della Libertà ha visto convergere donne e uomini appartenenti a queste differenti culture, che si sono riconosciuti nel suo progetto per riformare e adeguare le istituzioni nazionali e nel suo programma di governo per affrontare la crisi economica mondiale e i suoi riflessi in Italia e in Europa: in sintesi, nel suo tentativo di modernizzare il Paese. Il carisma di un leader tiene ora unito un variegato universo di persone, eredi di storie in passato contraddittorie. Persone che devono imparare a convivere politicamente e civilmente in termini di prospettiva di lungo periodo, riuscendo a produrre sintesi e mediazioni di respiro storico, nel reciproco rispetto e nella accettazione delle differenze, dopo essersi riconosciute affratellate dalla impellenza dei problemi attuali e dal pericolo che la persistenza al potere di una superata concezione politica potesse aggravarle in via definitiva.

Prima della intuizione berlusconiana, queste forze, pur essendo maggioranza nel Paese, proprio per le loro divisioni, non riuscivano ad evitare che una minoranza, più organizzata e spregiudicata, impedisse ogni adeguamento della società nazionale alle nuove sfide derivanti dalla rottura di equilibri mondiali ritenuti sino ad allora immodificabili. L'istituzione di un metodo di confronto che permetta l'analisi delle varie questioni e la realizzazione di progetti comuni per affrontare e risolvere i problemi della società - offrendo al Paese la disponibilità di una forza politica coesa in grado di radicarsi organicamente sul territorio e interpretare al meglio esigenze e prospettive - ha però bisogno di un costume nuovo, che sia praticato da tutti e che rompa i tradizionali ghetti in cui ogni ideologia, fino al recente passato, racchiudeva i propri aderenti, abituando al confronto e alla ricerca di soluzioni condivise.

A premessa di tutto questo è necessaria l’umiltà di ciascuno di rivisitare con gli occhi dell’altro la propria storia personale, i propri principi, la propria identificazione nella storia del Paese: ascoltare, comprendere, nel caso perdonare, soprattutto non dimenticare il passato ma non farsene nemmeno condizionare in via definitiva. Fondamentale è l'identificazione e l’adozione di opportuni strumenti che rendano possibile un reale e corretto confronto di idee, che tutelino l'assoluta libertà di critica come di ricerca e contemporaneamente contribuiscano a soluzioni di sintesi, nell’interesse dell’intera società italiana. E che questo sia obbligo morale primario, da tutti accettato e condiviso. I promotori della rinascita di questa antica testata, “Il Conciliatore”, hanno raccolto le ragioni e l’importanza di queste esigenze e dato vita, in prima istanza, ad una pubblicazione diffusa on-line e per abbonamento, con caratteristiche inusuali nel panorama editoriale italiano. Una pubblicazione destinata a promuovere l'abitudine ad un confronto tra tutte le culture che costituiscono in Italia i riferimenti ideali, in particolare del Popolo della Libertà ma che sono presenti anche in formazioni politiche ad esso contrapposte.

Le venticinque sezioni in cui, per comodità di riferimenti, sono stati suddivisi i temi che periodicamente verranno trattati, ospiteranno articoli di autori scelti dalla direzione e redazione della rivista al fine di impostare i termini del confronto. Tali articoli, appena giunti nella loro versione testuale alla segreteria di redazione, verranno subito pubblicati sulla rivista on-line e inviati come news ad opinionisti, con particolare attenzione a quelli di altra estrazione culturale, che potranno commentarli direttamente sulla news ricevuta per mail, con uno spazio disponibile di 2500 battute, e il loro commento comparirà immediatamente sotto il testo e immediatamente visibile in internet. Un lancio periodico di specifiche mail darà la massima diffusione alla testata e l'entità raggiunta da questa diffusione sarà pubblicata sulla pagina di apertura del sito de "Il Conciliatore nuovo". Ogni tre mesi la redazione, selezionando gli articoli coerenti col progetto di quel numero, li riunirà in una edizione cartacea tradizionale (destinata innanzitutto agli abbonati)con i commenti più significativi.

Tutti gli articoli e i loro commenti saranno sempre leggibili on-line, consentendo un allargamento progressivo del confronto sui temi sviluppati, anche con l’organizzazione periodica di appositi convegni di formazione o di divulgazione promossi dalla rivista, autonomamente o con altre organizzazioni politiche e culturali. L'elenco delle sezioni in cui sono divisi gli articoli rappresenta una traccia degli argomenti che verranno trattati, ma più importante dei contenuti è il metodo, la regola del confronto aperto, con cui essi verranno caratterizzati. I contributi di tutti coloro che la direzione riterrà di interpellare avranno pari dignità. Il largo spazio destinato sulla rivista anche agli interventi dei lettori è indicativo del desiderio, degli amici che dànno vita al "Conciliatore Nuovo", di consentire un accesso al confronto il più largo possibile.

 

Regola ferrea, pena l'esclusione dalla segnalazione, è la correttezza e l’educazione negli interventi, su cui decide inappellabilmente la direzione della testata.

 La nostra aspettativa è che la diffusione del metodo promosso da “Il Conciliatore nuovo” possa rappresentare un reale contributo allo sviluppo della vita democratica italiana in cui confronto e sintesi siano momenti di identica importanza in tempi così difficili e contemporaneamente rappresentino un antidoto alla tendenza, che da qualche tempo si intravede crescente - in particolare tra i giovani - alla omologazione acritica su posizioni di passiva rinuncia di ciò che è impegnativo e scomodo da affrontare.

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19 marzo 2009 Sala del Tempio di Adriano a Roma

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