La storia italiana è da secoli caratterizzata dalla prevalenza del particolare sulle ragioni più ampie degli interessi alti ,oggi definiti come nazionali ,che la frammentazione politica della penisola, successiva alla caduta dell'impero romano ha di fatto resi poco percepibili per moltissime, innumerevoli generazioni.
E le ragioni del particolare vissute con feroce partigianeria hanno determinato due derive particolarmente dolorose per le conseguenze inflitte alle ragioni profonde della nostra personale individuale identità ,la prima quella di cercare alleanze esterne all'ambito del conflitto politico che opponeva una fazione all'altra all'interno delle organizzazioni statuali successive ai secoli bui con l' emergere dei Comuni, per battere gli avversari ,la seconda quella di portare lo scontro di una fazione contro l'altra ad un tale punto di devastazione collettiva e di incomprensione delle ragioni dell'altro, da offrire come unica soluzione al perdurare dello scontro, la rinuncia alle libertà per consegnarsi alla rassicurante protezione della Signoria.
Non abbiamo dopo la breve parentesi risorgimentale fatto null'altro che riprendere le abitudini che troppo presto abbiamo pensato di avere superato. Come se in una memoria oscurata , vitali e pronti a riemergere fossero restati i germi della nostra antica malattia. Dopo la prima guerra mondiale di quel morbo oscuro ci siamo riammalati e pur nel mutare degli eventi , i segni di quelle due derive ,la fazione come appartenenza prevalente e il servaggio come scappatoia alla impossibilita di convivenza,sono così evidenti , così ricorrenti ,e dagli esiti così identici, che solo una intossicazione collettiva ci impedisce di riconoscerli.
E dopo la seconda guerra mondiale , l'identica tendenza alla scelta della fazione come prevalente sull'interesse collettivo ,si è mascherata sotto la finta unita' della accettazione delle regole della democrazia. Regole che ogni fazione interpreta in funzione del suo desiderio di distruggere l'avversario ,vissuto come un nemico. Trattenuti durante gli anni della guerra fredda dalla impossibilità di mutare il fragile quadro politico nazionale per le implicazioni di questo con gli scenari del mondo bipolare, gli Italiani ,dopo la caduta del M uro di Berlino, non sono ancora riusciti ad accettare il riconoscimento di valori comuni condivisi. Forse alla fine gli Italiani sono stati fatti ma stiamo assistendo alla possibile liquidazione dell'Italia .


